MonrealeLiveMonrealeLiveMonrealeLive
Font ResizerAa
  • Cronaca
  • Politica
  • Arte e cultura
  • Eventi
  • Sport
Font ResizerAa
MonrealeLiveMonrealeLive
  • Cronaca
  • Politica
  • Arte e cultura
  • Eventi
  • Sport
Follow US
Home » Parole perdute e ritrovate, a Monreale la conversazione con Giovanni Ruffino, accademico della Crusca
Arte e culturaIn Evidenza

Parole perdute e ritrovate, a Monreale la conversazione con Giovanni Ruffino, accademico della Crusca

Ultimo aggiornamento: 07/03/2023 - 23:17
scritto da Redazione
Pubblicato il 07/03/2023
Share
3 Min Read
SHARE

Fra le attività promosse per “Monreale città che legge” oggi pomeriggio a casa cultura Santa Caterina è stato organizzato un incontro col prof. Giovanni Ruffino, insigne italianista, accademico della Crusca e Presidente del Centro di studi filologici e linguistici siciliani che ha tenuto una conferenza-conversazione dal titolo suggestivo Parrannu parrannu.

Storie di parole pirduti e attruvati, che dà base teorica all’iniziativa promossa dalla Pro Loco lo scorso 17 gennaio, in occasione della giornata nazionale del dialetto. In quell’occasione era stato preparato un glossario di parole scomparse o in via di sparizione, i partecipanti venivano invitati a scrivere adoperando anche quelle definite “paroli pirduti”: da questa raccolta ha preso il via la conversazione del prof. Ruffino, molto seguita, che ha portato i numerosi monrealesi presenti non solo a porre domande sulla storia di parole insolite ma anche di quelle più comuni e adoperate.

IMG-20230307-WA0054
IMG-20230307-WA0053
IMG-20230307-WA0051
IMG-20230307-WA0049
IMG-20230307-WA0052

Fra le parole ormai insolite c’è ad esempio “chianca”, la macelleria: era il nome del ceppo di un albero, per definizione molto robusto. Indica la macelleria perché nelle antiche botteghe la carne veniva sezionata su un grosso ceppo squadrato chiamato “a chianca”: in pratica, la bottega è stata identificata con quella sua parte così caratteristica.

Anche le parole più comuni e usate possono avere storie insospettabili. Accade ad esempio con la parola “caponata”, di solito si fa risalire al “capone” ma rimanda invece allo spagnolo “caponada” che a sua volta viene dal latino “capulare”, fare a pezzi, da cui deriva anche “capuliatu”.

Le cartine linguistiche commentate dal prof. Ruffino sono state eloquenti: le parole migrano fra Oriente e Occidente, come gli esseri umani e assieme a loro si incontrano, cambiano nel tempo. La loro storia è ricca di fascino, nel contesto mediterraneo sono un importante elemento di appartenenza.
Anche a Monreale la lingua locale è un aspetto importante, che distingue la nostra comunità: siamo a pochi chilometri da Palermo ma è già diversa, racchiude alcuni caratteri che sono propri solo del monrealese. Come ha detto Amelia Crisantino nell’introdurre il prof. Ruffino, il dialetto è uno dei caratteri identitari del nostro territorio. Forse il più evidente.

Sullo stesso argomento:

  1. Monreale punta al compostaggio di comunità, finanziati progetti per oltre 650mila euro
  2. “Grazia Patruzzu Amurusu”, a Monreale è il giorno della grande processione
  3. Domani pomeriggio manifestazione per la pace a Pioppo, partenza alle 15:00 dalla scuola Margherita di Navarra
  4. Monreale, dopo 30 anni riqualificato il cimitero e il sindaco annuncia: “Lo allargheremo”
Nessun commento Nessun commento

RispondiAnnulla risposta

Monrealelive.it è una testata giornalistica online. Direttore responsabile Gaetano Ferraro - redazione@monrealelive.it - Change privacy settings
  • Contatti
  • Privacy Policy
 

Caricamento commenti...
 

    Welcome Back!

    Sign in to your account

    Username or Email Address
    Password

    Lost your password?