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Home » Rapito e ucciso dal bandito Giuliano, a Pioppo il volto del Carabiniere Francesco Sassano
Cronaca

Rapito e ucciso dal bandito Giuliano, a Pioppo il volto del Carabiniere Francesco Sassano

Ultimo aggiornamento: 25/03/2024 - 15:03
scritto da Redazione
Pubblicato il 25/03/2024
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2 Min Read
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Questa mattina a Pioppo del comune di Monreale, si è svolta la commemorazione in occasione del 78esimo anniversario dell’assassinio del Carabiniere Francesco Sassano, avvenuto il 25 marzo del 1946. Durante la cerimonia, è stato scoperto un pannello su di un muro adiacente la locale Stazione Carabinieri, raffigurante il volto del caduto e realizzato dall’artista Antonio Carlotta.

All’evento, avuta la presenza dei parenti del Carabiniere, hanno partecipato il Generale di Brigata Luciano Magrini, Comandante Provinciale Carabinieri Palermo, che ha ricordato la figura del caduto, il Sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono, i Comandanti del Gruppo di Monreale, Ten. Col. Giulio Modesti e della Compagnia, Cap. Niko Giaquinto, una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e gli studenti dell’Istituto Margherita di Navarra che hanno intonato l’inno nazionale.

Il poster è quindi visibile a tutti i cittadini, ma soprattutto agli studenti delle scuole che transitano giornalmente su detta via, ad imperitura memoria dello spirito di sacrificio che ogni giorno ogni singolo carabiniere incarna e porta avanti a favore della collettività.

Il Carabiniere Francesco Sassano, era originario della frazione Pioppo del Comune di Monreale e prestava servizio presso il “Comando Forze Repressione Banditismo di Palermo”, alle dipendenze del Col. Ugo Luca; il 25.3.1946, mentre si trovava in licenza presso la sua abitazione di Pioppo, fu rapito da tre persone appartenenti alla banda di Salvatore Giuliano e, il giorno seguente, fu rinvenuto il suo cadavere in località Ponte Catena di Pioppo insieme a numerosi bossoli di arma lunga automatica e ad un cartello riportante la scritta “questa è la fine delle spie. Giuliano”.

Le indagini dell’epoca ricondussero il movente dell’omicidio al fatto che il militare facesse parte del gruppo che si occupava della ricerca del famigerato bandito Salvatore Giuliano.

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