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Scuola

La storia di Giulio contro il crack, emozionante incontro alla Veneziano-Novelli

L'associazione 'La Casa di Giulio' porta nelle scuole la testimonianza di un padre che ha perso il figlio a causa del crack, per sensibilizzare i giovani sui rischi della tossicodipendenza
Ultimo aggiornamento: 25/10/2024 - 16:20
scritto da Redazione
Pubblicato il 25/10/2024
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2 Min Read
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Monreale – Un’iniziativa formativa dal forte impatto emotivo quella che si è svolta, ieri mattina, alla Veneziano-Novelli riguardo al tema della prevenzione e sensibilizzazione sulle tossicodipendenze, realizzata dall’associazione di promozione sociale “La Casa di Giulio”. L’attività, programmata nell’ambito dei percorsi educativi di contrasto alle droghe indicati dal ministero, e rivolta agli studenti delle terze medie, è stata condotta dal dottor Francesco Zavatteri, presidente dell’associazione e papà di Giulio, una giovane vittima di crack, il cui consumo tra gli adolescenti sta dilagando in maniera preponderante.

Coadiuvato dagli educatori professionali Sofia Milazzo e Salvatore Di Blasi, il dottore Zavatteri ha condiviso con i ragazzi la storia di Giulio e la dolorosa spirale della tossicodipendenza da cui, nonostante gli interventi e il supporto familiare, sociale e medico, il giovane non è riuscito a sottrarsi.

In un’atmosfera di forte risonanza emotiva, le foto della vita di Giulio e i suoi disegni hanno fatto da sfondo a una serie di interventi informativi sui rischi connessi all’uso del crack, una sostanza che ha effetti devastanti sul corpo e sulla psiche, sulle piazze di spaccio diffuse nel territorio, sulle responsabilità della criminalità nella gestione del traffico di stupefacenti e sulla presenza di istituzioni, presidi e professionisti della salute che, come La Casa di Giulio, operano per il contenimento dei danni e la tutela dei soggetti a rischio.

Particolarmente sentita è stata la partecipazione degli studenti, che hanno contribuito ad un dibattito in cui è emersa tutta la drammaticità dell’uso inconsapevole che i giovani fanno degli stupefacenti,
la necessità di non stigmatizzare chi si trova in una condizione di dipendenza dalle droghe e l’urgenza di ricorrere all’aiuto dei servizi sanitari e sociali e territoriali.

L’incontro si è concluso con un grande applauso, che docenti e studenti hanno rivolto al coraggio e alla forza di Francesco Zavatteri che ha scelto di trasformare il dolore della perdita in un impegno quotidiano di prevenzione a servizio dei giovani.

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