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Home » Danilo Dolci il Gandhi siciliano, a Monreale il ricordo al Santa Caterina
Arte e cultura

Danilo Dolci il Gandhi siciliano, a Monreale il ricordo al Santa Caterina

Ultimo aggiornamento: 01/02/2025 - 15:24
scritto da Redazione
Pubblicato il 01/02/2025
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3 Min Read
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Monreale – Ieri nella biblioteca comunale Santa Caterina c’è stato l’incontro conclusivo dell’iniziativa che la Pro Loco, la Consulta giovanile e Arci Link hanno dedicato alla figura di Danilo Dolci. L’occasione per riscoprire un protagonista del Novecento nel nostro territorio è stata fornita dal centenario della nascita, avvenuta lontano dalla Sicilia: Danilo Dolci nasce vicino Trieste, è figlio di ferroviere e i trasferimenti sono frequenti. Da adulto, per la sua azione sociale sceglie di vivere nel più povero fra i paesi conosciuti da bambino, a Trappeto. Arriva nel febbraio 1952 e nell’ottobre di quell’anno comincia il primo digiuno di protesta e denuncia: nella casa dove un bambino è morto di fame, perché mentre l’Italia si avvia verso il miracolo economico nella Sicilia occidentale, a casa nostra, può succedere che un bambino muoia di fame. Da questo primo digiuno che mostra lo scandalo di una povertà esotica, che sembra appartenere ad altre latitudini, comincia l’opera di Danilo Dolci che sempre coinvolge la gente comune, i più poveri, i ragazzi, in un percorso che li porti ad essere consapevoli del loro diritto garantito dalla legge, dalla Costituzione.

L’azione di Dolci si rivolge a tutti. Al governo che invia l’esercito contro il banditismo, ma sarebbe meglio fondare scuole e creare lavoro. Alla Chiesa, che a Palermo lo tratta come un nemico della Sicilia perché denuncia quello che non si vuole vedere. Ai partiti politici che non lo sopportano perché è troppo fuori dalle loro logiche. La lotta di Danilo Dolci in Sicilia è una lotta non violenta che punta a dare consapevolezza e trova tanti alleati, Danilo Dolci sarà chiamato il Gandhi di Sicilia e il suo lavoro continua a dare frutti.

A Monreale l’iniziativa su Dolci si è sviluppata in tre tappe: i ragazzi hanno letto alcuni dei libri più importanti, ne hanno parlato nei due incontri di preparazione e ieri si sono confrontati con lo storico Pierluigi Basile e con Amico Dolci. È stata un’iniziativa della serie “La storia a chilometro zero” che intende osservare e conoscere la storia del territorio in cui viviamo.

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