
A Monreale il maltempo è passato, ma a San Martino delle Scale l’emergenza continua. E non c’entra più il ciclone Harry. Nella frazione montana il plesso scolastico dell’Istituto Comprensivo “Margherita di Navarra” è fermo da giorni: niente corrente elettrica, niente acqua, riscaldamenti spenti. Una situazione insostenibile che ha fatto esplodere la rabbia delle famiglie, esasperate da problemi che si ripresentano puntuali ogni inverno senza mai trovare una soluzione definitiva.

Il quadro è desolante, come denunciano i genitori. Senza energia elettrica le caldaie non funzionano e le pompe di sollevamento dell’acqua restano ferme. Le conseguenze sono facilmente immaginabili: aule gelide dove è impossibile fare lezione e servizi igienici completamente inutilizzabili. In alcuni casi le classi sono rimaste deserte, in altri gli studenti hanno provato a resistere in condizioni che definire proibitive è un eufemismo. Fare scuola al freddo e al buio, nel 2026, sembra un paradosso. Eppure a San Martino delle Scale è la realtà quotidiana di questi giorni, fanno sapere i genitori degli studenti che non ci stanno a sentirsi dire che la colpa è della neve o del vento. “Il problema vero è un altro”, denunciano. “La rete infrastrutturale di San Martino è vecchia e fragile. Basta una perturbazione un po’ più intensa del normale e va tutto in tilt. Ma non è una novità: succede ogni anno, puntualmente”.
Quest’anno però la pazienza sembra davvero finita. Le famiglie parlano di “eterno ritorno” di emergenze che nessuno affronta in modo strutturale. Si interviene sempre a cose fatte, con soluzioni tampone che reggono fino al prossimo temporale. Poi si ricomincia da capo.
Chi vive nella frazione montana di Monreale ha la netta percezione di essere considerato un cittadino di serie B. Quando le temperature scendono e il meteo peggiora, San Martino delle Scale sembra sparire dalle priorità dell’amministrazione.
Le rassicurazioni non mancano mai. Post sui social, comunicati che annunciano interventi imminenti, promesse di risolvere tutto in tempi brevi. Ma la realtà racconta un’altra storia: quella di una comunità che si ritrova puntualmente isolata e abbandonata a se stessa.
Oltre al freddo, a preoccupare è soprattutto la mancanza di acqua corrente. Una scuola senza acqua non può garantire i livelli minimi di igiene, specialmente in pieno inverno quando le sindromi influenzali raggiungono il picco stagionale.
Aprire le aule in queste condizioni appare alle famiglie come un atto di irresponsabilità. Ma tenerle chiuse a oltranza significa negare il diritto allo studio a decine di bambini e ragazzi. Un vicolo cieco che fotografa il fallimento di chi avrebbe dovuto prevenire tutto questo.
I rappresentanti dei genitori hanno deciso di alzare la voce. Le richieste sono chiare: interventi strutturali sulla rete elettrica e idrica della frazione, non più rattoppi dell’ultimo minuto. E soprattutto risposte concrete, non l’ennesimo giro di promesse destinate a restare sulla carta.
La comunità di San Martino delle Scale chiede di essere trattata come tutte le altre. Perché il diritto all’istruzione non può dipendere dal meteo, e mandare i propri figli in una scuola al freddo e senz’acqua non è qualcosa che nel 2026 si possa accettare.


