«Si i Murriali?». «No, sugnu Chiuppitanu». Ecco il comune di Pioppo. Storia e disservizi alla base del progetto

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– «Si i Murriali?»
– «No, sugnu Chiuppitanu». 

In una semplice domanda e dentro una semplice risposta risiedono le numerose ragioni che stanno spingendo una comunità, ormai da molti anni, a rivendicare la non appartenenza ad un territorio e la propria identificazione in un posto ben più ristretto, delineato: il comune di Pioppo.

Monrealesi VS Pioppesi

I Chiuppitani sono Chiuppitani, non sono Monrealesi. «Non c’è una differenza sostanziale tra monrealesi e pioppesi – spiegano dal Comitato Pro Autonomia – ma c’è un senso di appartenenza ad una comunità. Storicamente Pioppo si è sempre distinta da Monreale». L’abitato di Pioppo sorse in seguito all’insediamento, in quella che oggi è l’attuale frazione, di una comunità di origini carinesi. «Attorno ad un convento Benedettino si insediò piano piano una piccola comunità – spiegano – Pioppo nasce come un’entità a sé stante che mai ha avuto un collegamento con Monreale».

Pioppo comune autonomo? Lo dice la storia

Anche la storia darebbe ragione ai pioppesi. «Quando Garibaldi passò da Monreale, in cui combatté la famosa battaglia di Lenzitti – raccontano – i pioppesi accorsero per supportare le squadre garibaldine, i monrealesi, invece, si racconta, non diedero alcun aiuto». Un aneddoto, secondo il Comitato, che la dice lunga sulle differenze che caratterizzano monrealesi e pioppesi. 

Con il trascorrere del tempo il senso di estraniamento della comunità della frazione si è ancor di più amplificato. «Se gli amministratori avessero avuto attenzione alle periferie – aggiungono dal comitato -, e se avessero fatto sentire Pioppo parte di un comune ben amministrato, i pioppesi non avrebbero sentito questo senso di distanza da Monreale». 

Ora i tempi sono maturi e Pioppo sta per intraprendere di nuovo l’iter burocratico per prendersi quanto in questi anni l’amministrazione centrale monrealese non ha saputo tenersi stretto ma che, anzi, ha violentato e illuso con promesse elettoral-marinaresche. Il Comitato Pro autonomia di Pioppo naviga deciso verso il referendum. 

Il progetto del futuro comune di Pioppo è già quasi pronto. Sarà un comune verde il quale, secondo quanto progettato dal comitato promotore, punterà sulle risorse naturali già presenti nel territorio, sullo sviluppo dell’economia a partire dalla madre terra, da tutto ciò che essa può offrire, tutto in un contesto di sostenibilità e rispetto.

Il fiume Sant’Elia, principale affluente del fiume Oreto e fino ad oggi utilizzato come una fogna, sarà messo al centro dell’attenzione dai futuri amministratori del paese. Dove oggi vige l’abbandono e il degrado potrebbe sorgere un parco, un’area protetta che potrebbe offrire diverse opportunità di sviluppo locale. Il territorio di Pioppo sarà particolarmente ricco di risorse idriche. Numerose sono infatti le sorgenti che passeranno sotto l’egida del nuovo comune. Per scelta, comunque, è stata lasciata fuori dal progetto la sorgente Boarra, che si trova nei pressi di via Spartiviolo e che approvvigiona il centro urbano di Monreale. 

Il progetto punterà prima di tutto sul patrimonio architettonico e culturale del territorio, testimonianza dell’economia di un tempo. Il nuovo comune indirizzerà le proprie politiche sulla valorizzazione di settori che potrebbero rivelarsi trainanti: l’agricoltura e la zootecnia. «Le vecchie amministrazione monrealesi sono da sempre insensibili su queste tematiche», dicono i promotori.

Rispetto al progetto originario ci saranno delle modifiche in termini di estensione. Da 8.100 ettari, infatti, l’area di Pioppo si riduce a 5.600 ettari. Non faranno parte del nuovo comune le zone di contrada Lenzitte e della Favara. Il Comitato Pro Autonomia ha deciso di eliminare la zona interessata dalla richiesta di riordinamento dei confini con il comune di San Giuseppe Jato. Il comune di Pioppo confinerà, oltre che con Monreale, con Partinico, Borgetto, Giardinello, Altofonte e Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello. 
Dentro i limiti del nuovo ente rientrano la zona urbana dell’attuale frazione, le borgate di Giacalone e Poggio San Francesco, Realcelsi, Barone, Strazzasiti, una porzione di Fiumelato ma anche numerose aree boschive come Carpineto, Aglisotto, Strasatto, Monte Gradara, Pizzuta e Casaboli.

Il territorio del comune di Pioppo interessato dai nuovi limiti ingloberà alcune strade importanti. Strade provinciali ma anche la SS Palermo-Sciacca, strada di importanza regionale. 

i prossimi passi e l’iter burocratico per il referendum

Il redigendo progetto è, dunque, quasi pronto. Al momento il comitato è impegnato nella redazione di un’analisi economico-finanziaria. Il progetto sarà presentato nei prossimi giorni alla popolazione nel corso di specifici incontri ed assemblee cittadine con tutte le realtà presenti nel territorio.
Una volta redatto con il piano finanziario e sottoscritto da un terzo degli elettori residenti nel territorio da scorporare il progetto verrà trasmesso al comune di Monreale e affisso All’albo pretorio. Nei 30 giorni successivi i cittadini potranno presentare osservazioni. Nei successivi 60 giorni il progetto, corredato da eventuali osservazioni, sarà sottoposto al Consiglio comunale monrealese, che dovrà esprimere il proprio parere che comunque non è vincolante. 

Dopo l’espressione del Consiglio comunale il progetto verrà trasmesso all’Assessorato agli Enti Locali che dovrà indire la consultazione referendaria a cui parteciperanno solo i residenti del territorio da scorporare nel caso in cui non venisse riconosciuto nel territorio oggetto del progetto un interesse qualificato per l’intera popolazione. Nel caso in cui il diritto al voto dovesse essere riconosciuto all’intera popolazione del comune di Monreale, i risultati del referendum, ai fini del quorum strutturale, saranno distintamente raccolti e valutati con riguardo all’ambito della frazione di cui si chiede il distacco e con riguardo al restante ambito territoriale. 
Il referendum, in questo caso, sarà valido se si recherà al voto la metà più uno degli aventi diritto al voto in almeno uno dei due ambiti. Nel caso in cui si raggiungesse il quorum in entrambi gli ambiti, si valuterebbe il risultato complessivo.

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