I Comuni impiegheranno i percettori del reddito di cittadinanza per lavori di pubblica utilità

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Presto i comuni potranno attingere dalle liste dei percettori del reddito di cittadinanza per impiegarli in lavori di pubblica utilità. Si apre così una grande chance non solo per gli enti comunali ma anche per il riscatto di numerosi disoccupati che potranno sentirsi utili eseguendo lavori di interesse pubblico.

L’impiego dei percettori del reddito di cittadinanza è stato deciso da un decreto ministeriale firmato dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. Il provvedimento, concertato con i Comuni, definisce l’attivazione dei lavori di pubblica utilità che i beneficiari di Reddito di cittadinanza dovranno effettuare presso il Comune di residenza.

Per Monreale, e per i comuni dell’hinterland, si tratta di un’ottima occasione che permetterà di eseguire numerosi lavori che al momento non vengono garantiti a causa della carente situazione degli organici. Si pensi alla pulizia delle strade, dei canali di gronda, della sistemazione dei marciapiedi, delle buche ecc.. Sono circa 2000 i potenziali lavoratori che saranno scelti dal Centro per l’impiego in base ad alcuni requisiti specifici. Un’operazione che comunque potrà vedere luce non prima dell’inizio del 2020. I cpi e i navigator, infatti, non hanno ancora ultimato le convocazioni propedeutiche alla successiva firma del patto di lavoro.

“È un atto importante nel percorso di costruzione di un moderno sistema di welfare state – afferma in una nota il Ministro Catalfo – che rinsalda il patto tra Stato e cittadino”. Con questo atto i Comuni interessati – sottolinea – “avranno la possibilità di avviare la progettazione e definire le attività che i beneficiari del Reddito andranno a svolgere. Il Comune è il titolare dei Progetti Utili alla Comunità e può avvalersi della collaborazione di enti del Terzo settore o di altri enti pubblici. I PUC possono essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, contribuendo alla costruzione di una comunità migliore”.

Intanto ad ottobre le richieste per l’ottenimento del rdc hanno raggiunto quota 982 mila ma allo stesso tempo, da aprile scorso in poi, 39 mila nuclei hanno perso il diritto a beneficiarne, per motivi diversi. La fotografia è stata scattata dall’Inps. Sono 943 mila i nuclei che oggi percepiscono Reddito o Pensione di cittadinanza, con quasi 2,3 milioni di persone coinvolte ed un importo medio di 482 euro al mese a famiglia. Nel complesso si sono spesi finora circa 2,4 miliardi ed è probabile che a fine anno, in assenza di una nuova corsa al beneficio, non si arrivi a spenderne quattro con risparmi rispetto alle risorse stanziate (5,6 miliardi per quest’anno) che dovrebbero superare largamente il miliardo e mezzo. Finora si era sempre parlato di un miliardo di risparmi per l’anno.

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