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Un monrealese vicino al clan di Monreale prendeva il Reddito di cittadinanza

Ultimo aggiornamento: 22/02/2021 - 09:51
scritto da Redazione
Pubblicato il 22/02/2021
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3 Min Read
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C’è anche un monrealese tra i 145 furbetti del reddito di cittadinanza che ha beccato la guardia di finanza.  Una maxi indagine che ha portato alla denuncia di 45 persone,  considerate vicine a cosa nostra, e altre 95 persone tra parenti e condannati per altri reati. Un vero e proprio esercito che cercava di campare sulle spalle dello Stato nonostante essi stessi avessero fatto parte del cosiddetto “anti-Stato”.

Tra i monrealesi la guardia di finanza ha scoperto che Francesco Sorrentino, pregiudicato e condannato in passato per essere stato vicino alla famiglia mafiosa di Monreale, avrebbe percepito l’assegno del reddito di cittadinanza. Poca cosa visto che avrebbe percepito, secondo le indagini delle fiamme gialle solo 769 euro.  Questa la cifra sequestrata a Francesco Sorrentino.

Tra i nomi “altisonanti” di quanti hanno nascosto le condanne per percepire il sussidio dallo Stato c’è Antonino Lauricella, boss della Kalsa detto “U Scintilluni”, che ha ricevuto un sussidio di oltre 7 mila euro. C’è Maria Vitale, figlia del capomafia di Partinico, Leonardo. La donna era la postina, condannata per mafia quando si è scoperto che portava gli ordini del padre fuori dal carcere. Tra gli indagati c’è Bartolo Genova, che è stato reggente del mandamento di Resutanna, ancora Alessandro Brigati anche lui ritenuto vicino ai Vitale di Partinico e Domenico Caviglia era uomo del pizzo agli ordini di Salvatore Lo Piccolo, capomafia di San Lorenzo. Dell’Acquasanta è Calogero Pillitteri, dell’Acquasanta.

Sulla vicenda è intervenuto ieri il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando che ha sottolineato come il Reddito di cittadinanza sia una misura nazionale volta a contrastare povertà e fragilità sociale. “Per questo – ha detto – è inaccettabile che alcuni furbetti e criminali aggirino le norme per incassare questo contributo e bene fanno INPS e Guardia di Finanza a consegnarli alla giustizia. Questo uso perverso del Reddito di cittadinanza, diventa una intollerabile provocazione quando a utilizzarlo in modo fraudolenta sono personaggi legati alla mafia che ha creato le condizioni di fragilità e di debolezza sociale ed economica per tanti cittadini”.

Ecco l’elenco degli indagati dei furbetti del reddito di cittadinanza: Giuseppa Amato, Andrea Barone , Alessandro Brigati, Domenico Caviglia, Salvatore Corrao, Alessandro Cutrona, Salvatore D’Anna, Giuseppe Di Bella, Filippo Fiorellino, Bartolo Genova, Salvatore Gioeli, Salvatore La Puma, Antonino Lauricella Francesco Licandri, Tommaso Militello, Filippo Pagano, Michele Patti, Calogero Pillitteri, Salvatore Prestigiacomo, Rosario Rizzuto, Giovanni Rusticano, Tommaso Sciacovelli, Rosario Sgarlata, Francesco Sorrentino, Vincenzo Vallelunga, Maria Vitale.

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