
Monreale – Il nuovo asilo nido di Contrada Cirba sta per diventare realtà. La Giunta comunale ha dato il via libera al progetto che permetterà di ospitare 68 bambini dai 0 ai 2 anni, un investimento per quasi 4 milioni di euro, ben oltre il finanziamento iniziale del PNRR. Il Comune aveva ottenuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito 1,6 milioni di euro attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sembravano sufficienti, ma i conti non tornavano. Il progetto definitivo ha rivelato che per costruire una struttura moderna e a norma servono 3,8 milioni di euro. La differenza? Oltre 2,1 milioni che il municipio dovrà tirare fuori accendendo un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti. Una necessità confermata dal Consiglio comunale lo scorso 17 novembre.

Dal primo gennaio 2025 è scattato l’obbligo di utilizzare il BIM (Building Information Modeling) per tutte le opere sopra i 2 milioni di euro. Questo sistema digitale, più complesso da gestire, ha fatto aumentare gli onorari professionali del 10% e gli incentivi per le funzioni tecniche del 15%. Risultato: la società di ingegneria che ha curato il progetto, la Themenos Progetti, ha dovuto rivedere tutti i calcoli. L’importo finale include non solo i lavori veri e propri – appaltati all’impresa Impretech con uno sconto del 29% rispetto alle stime iniziali – ma anche le spese tecniche, la direzione lavori e tutte le voci accessorie.
Nonostante le complicazioni economiche, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Arcidiacono ha deciso di andare avanti. L’asilo nido di Contrada Cirba è considerato un tassello fondamentale per ampliare l’offerta educativa cittadina e dare una risposta concreta alle famiglie con bambini piccoli.
La struttura aumenterà in modo significativo i posti disponibili per la prima infanzia sul territorio, permettendo al Comune di accedere anche a maggiori risorse pubbliche legate proprio alla disponibilità di questi servizi. Il progetto ha già superato la Conferenza dei servizi di metà gennaio e ora la macchina burocratica può partire a pieno regime. L’obiettivo è rispettare le tempistiche stringenti imposte dal PNRR, anche se con qualche sacrificio in più per le casse comunali.


