
Sono passati ormai 15 mesi dalle elezioni, ma a Monreale degli organismi di partecipazione popolare non c’è ancora traccia. A sollevare il caso è Giovanni Tinervia, residente a Grisì e da anni al centro delle vicende politiche locali, che ha deciso di prendere carta e penna per accendere i riflettori sul mancato avvio delle Consulte comunali, strumenti previsti dallo Statuto ma rimasti, finora, solo sulla carta.

La questione è finita direttamente sul tavolo del presidente del Consiglio comunale, Marco Intravaia, destinatario di una lettera in cui si chiede conto dei ritardi. Secondo Tinervia, il vuoto amministrativo sta di fatto congelando il rapporto tra palazzo e cittadinanza. L’appiglio normativo è l’articolo 40 dello Statuto comunale, che disciplina proprio questi organismi consultivi.
«Nonostante il tempo trascorso – si legge nella lettera indirizzata ai vertici d’aula – ad oggi non risultano ancora nominati il Presidente né i componenti». Una situazione di stallo che, secondo Tinervia, «genera inevitabilmente una limitazione del ruolo partecipativo che le Consulte dovrebbero svolgere, privando cittadini, associazioni e categorie rappresentative di un canale istituzionale di confronto».
Tinervia non usa mezzi termini e chiede all’amministrazione di battere un colpo, domandando esplicitamente «le motivazioni del ritardo» e se siano state almeno «avviate le procedure per l’attivazione» di questi strumenti di democrazia partecipata. L’obiettivo è capire i «tempi previsti per la piena costituzione e operatività», affinché si possa garantire il «rispetto dello Statuto comunale e la piena partecipazione dei cittadini alla vita pubblica».


