Mistero Nuova Iside, il peschereccio potrebbe essere a 1.200 metri di profondità

L'avvocato Ruffino: "Il recupero potrebbe essere determinante per l'indagine e per avere un quadro probatorio pieno e completo"

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Dove è affondata la Nuova Iside? Dov’è il corpo del terzo membro dell’equipaggio del peschereccio di Terrasini? È stata davvero speronata da una nave cargo l’imbarcazione? Sono tanti ancora i misteri che ruotano attorno alla tragedia avvenuta tra il 12 e il 13 maggio a largo di Palermo, che ha causato la morte di Matteo, Giuseppe e Vito Lo Iacono, quest’ultimo risulta ancora disperso.

La famiglia ha chiesto di riesumare la salma di Giuseppe Lo Iacono. Il corpo è stato il primo che è stato ritrovato ma in quei giorni non era stato ritenuto ideone eseguire l’autopsia, dal momento che l’ipotesi più accreditata era quella dell’incidente in mare causato da condizioni meteo avverse.

L’avvocato Aldo Ruffino, intervistato oggi da Filodiretto, solo successivamente è stato incaricato dalla famiglia di Matteo e Vito Lo Iacono di indagare su quello che è successo nel corso di quella maledetta notte. “In seguito ad attività investigativa  che stiamo facendo in parallelo con la Procura – dice – sono iniziati ad emergere elementi che facevano fortemente dubitare sul fatto che l’affondamento potesse essere stato provocato dalle condizioni avverse del mare ma che poteva dipendere da uno speronamento”.

Il 15 maggio è stata richiesta, dopo il ritrovamento del corpo del capitano della Nuova Iside Matteo Lo Iacono, l’autopsia. Obiettivo era capire se sul corpo del pescatore potessero esservi ferite o indizi che avrebbero aiutato a ricostruire la cronologia del naufragio. La famiglia Lo Iacono ha quindi nominato il consulente di parte Paolo Procaccianti.

Alla luce degli ulteriori sviluppi – ultimo il sequestro della scatola nera della petroliera Vulcanello – per cercare di fornire altri elementi all’attività investigativa della Procura, la famiglia di Giuseppe Lo Iacono, che si è affidata sempre al legale Ruffino, ha presentato una richiesta per l’esecuzione dell’autopsia anche sul corpo del proprio congiunto. “Siamo in attesa d conoscere l’esito e di comprendere se la Procura di Palermo ritenga utile eseguire l’autopsia”.

Sulle indagini vige comunque il segreto istruttorio e poco o niente riesce a filtrare. “In questo momento ci concentriamo sulla richiesta di recupero del relitto che in questo momento potrebbe essere determinante”.

La Marina Militare per le ricerche della Nuova Iside ha inviato due imbarcazioni. Una dotata di sonar per verificare se nel fondale potessero esserci elementi compatibili con un relitto e successivamente ha mandato il cacciamine Numana dotata di un sommergibile ad alta profondità che esegue foto e riprese ad alta risoluzione. “Sulle attività della Procura  – sottolinea l’avvocato Aldo Ruffino – vige l’assoluto riserbo, che comprendiamo”.

Tutti a Terrasini si augurano adesso che si avvii la terza fase ossia quella del recupero del relitto in cui potrebbe esserci il corpo del terzo membro dell’equipaggio, Vito Lo Iacono. “Il recupero potrebbe essere determinante per l’indagine e per avere un quadro probatorio pieno e completo”, prosegue il legale. La zona in cui potrebbe essere affondata la Nuova Iside è già stata individuata ma a una profondità che si aggira sui 1.200 metri un fatto che aumenta le difficoltà nell’individuazione. Fondamentale sarà comunque l’analisi della scatola nera nera della nave Vulcanello.

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