Verso l’ok alla festa del SS Crocifisso, no a fuochi d’artificio per vicinanza all’Ucraina

Il tema è stato al centro della riflessione dei vescovi di Sicilia

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A Monreale si fa sempre più concreta la possibilità che possa svolgersi la Festa del SS Crocifisso. Dopo due anni di stop forzato, così la città potrebbe tornare a onorare il Simulacro per le sue vie.

Non solo Monreale ma tutte le processioni religiose potrebbero riprendere a partire dalla Domenica delle Palme. Il tema è stato al centro della riflessione dei vescovi di Sicilia in occasione della sessione primaverile della Conferenza episcopale siciliana, che si è conclusa oggi a Palermo.

Le feste, e quindi anche quella di Monreale, però potrebbero non essere condite da alborate e fuochi d’artificio. “Quale gesto concreto di compassione col popolo ucraino” la Chiesa siciliana invita tutti a evitare i fuochi o le cosiddette ‘bombe pirotecniché per le prossime feste.

“Non si possono sparare i fuochi d’artificio mentre uomini e donne, anziani e, specialmente, bambini sono atterriti dal suono delle sirene e uccisi dalle bombe belliche – dicono i vescovi di Sicilia -. In segno concreto di solidarietà, si invita a convertire il corrispettivo dei fuochi pirotecnici in aiuti umanitari ai profughi che saranno accolti nelle nostre Diocesi e nelle nostre città”.

A Monreale l’ultima decisione spetterà al vescovo Pennisi, assieme al neo rettore del Santuario del SS Crocifisso di Monreale, don Gaglio.

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