Il SS Crocifisso ha compiuto il miracolo: è la speranza dei monrealesi che non muore

Tante piccole preghiere che noi monrealesi conserviamo e recitiamo nei segreti dei nostri cuori

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Folla, urla, tamburi in lontananza. Si sente una banda che suona a festa. Poi ecco, un campanello. È il SS Crocifisso che arriva. Cresce l’attesa e finalmente spunta dal vicolo quella vara ricolma di rose. Una folla di fedeli osserva la Vara. Ognuno, nel proprio cuore, fa la propria richiesta e guarda quel mare bianco di fratelli che urlano al cielo: “Grazia”. Un urlo di gioia e di speranza. È questa la festa del nostro paese, che anche quest’anno non c’è.

E sarà ancora più bella l’attesa per il prossimo 3 maggio. E sarà più forte la preghiera da qui a un anno, affinché l’umanità possa sconfiggere ciò che fino a oggi ci ha privato di quella normalità che oggi sembra non voler tornare.

Questa mattina l’Alborata dal Monte Caputo ha ricordato ai monrealesi che oggi è il 3 Maggio: la festa della speranza e della vittoria. Come la peste venne sconfitta, adesso al Crocifisso i monrealesi chiedono tanti altri miracoli. Un posto di lavoro, un po’ di salute, una famiglia, l’amore, un figlio, un amico, un po’ di serenità, la lotta alla criminalità. Tante piccole preghiere che noi monrealesi conserviamo e recitiamo nei segreti dei nostri cuori. Quella Croce non è solo un “pezzo di legno” dunque per noi, è il simbolo della nostra speranza. Quell’Uomo in croce è il motore dell’amore e della speranza che non deve spegnersi. 

E il miracolo è stato già compiuto se la speranza non muore e rivive ancora nell’animo di ogni monrealese. Buon 3 maggio, Monreale. 

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